Giornata della Memoria

Appuntamenti vari come da locandina

Santhià, gennaio 2013. Mostre fotografiche, interventi nelle scuole, serate in Biblioteca con proiezioni e rappresentazioni drammatiche per celebrare la Giornata della memoria in ricordo della Shoah.

“La nostra Amministrazione ha caldeggiato questo insieme di manifestazioni – dichiara il sindaco Angelo Cappuccio – perchè si sappia che ci poniamo fermamente contro ogni violenza e contro ogni discriminazione razziale o di altro genere.  Il rischio di pericolosi ritorni è sempre in agguato. Ricordare e far ricordare diventa un dovere”.

25 gennaio, ore 11,00, p.zza Roma: celebrazione presieduta dal Sindaco con bandiere a mezz’asta davanti al municipio in presenza di scuole, associazioni e forze dell’ordine.

Giulia Levi – «Dove vien meno l’ interesse, vien meno anche la memoria», scriveva Goethe nel 1833. E l’ interesse per quello che rappresenta la giornata del 27 gennaio, o che dovrebbe rappresentare per l’ umanità intera, non deve venir meno. No, non è retorica.

13 gennaio 2012, Roma: vandali ignoti divelgono le mattonelle che erano state installate nel ghetto per ricordare le vittime dei rastrellamenti nazisti nella Capitale.

19 marzo 2012, Tolosa: un killer apre il fuoco nella scuola ebraica. Quattro i morti: un rabbino e tre bambine.

22- 23 novembre 2012, Vercelli: anonimi disegnano (nella notte) svastiche sui muri del cimitero ebraico.

28 novembre 2012, Ungheria: il parlamentare di estrema destra Jobbik propone di redigere una lista di cittadini ebrei ungheresi.

Interrogare, interrogarsi. La curiosità è di tutti: degli adulti, dei bambini. Perché vale la pena di partecipare alla celebrazione del 27 gennaio? Perché il 27 gennaio 1945 i russi liberarono ciò che rimaneva di coloro che furono deportati ad  Auschwitz. Ma c’ è dell’ altro. «Significa tornare, almeno una volta all’ anno, con il cuore e con la mente, dentro il cuore e la mente di quanti allora hanno vissuto l’orrore della Shoah  e oggi continuano a subire la persecuzione razziale o della “diversità” – afferma l’ Assessore alla Cultura Luigi Zai – “dentro il cuore e la mente” significa avvertire gli stessi brividi e la stessa angoscia,  perchè possiamo trovare il coraggio di opporsi sempre a qualsiasi forma di cultura che giustifichi la violenza e la discriminazione. Perchè è proprio sul piano culturale, ossia delle credenze e dei valori, che si gioca questa partita». E Santhià, tornerà nel loro cuore e nella loro mente.

Martedì 22 gennaio, alle ore 21 presso la Biblioteca Civica, verrà proiettato “In Viaggio con Anne Frank”; il documentario – realizzato da Roberto Malini e Dario Picciau (dell’ associazione umanitaria Every One), la cui presentazione sarà curata dall’ Associazione Italia-Israele di Vercelli – tratta delle ultime settimane di vita della giovane ebrea tedesca, narrate però da coloro che le furono vicini fino all’ ultimo momento. Martedì 29 gennaio, alle ore 21 e presso la biblioteca, sarà la volta di “La Tregua”: Renzo Bellardone e Umberto Bolzon reciteranno un adattamento dal celebre testo di Primo Levi. Entrambe le iniziative verranno riproposte anche agli alunni delle scuole santhiatesi.

Dal 14 gennaio al 2 febbraio la Biblioteca Civica ospiterà due mostre fotografiche a cura dell’ Associazione Italia-Israele di Vercelli : “Capelli d’ oro e di cenere, donne nella Shoah” di Roberto Malini e Steed Gamero e “Con gli occhi della persecuzione”, immagini rare scattate dai militari tedeschi nei ghetti, tratte dalla collezione privata di Giulio Pansino Pastoretti.

Sempre durante il mese di gennaio, presso l’Istituto Comprensivo S. Ignazio e presso l’ITIS P. Calamandrei saranno riproposte agli alunni versioni adattate delle due serate previste in biblioteca.

Perché gli ebrei sono ancora vittime dell’ odio? Qual è l’ “anello mancante”? «L’anello mancante è quello che collega il mondo giovanile alla storia delle precedenti generazioni – conclude l’ Assessore Zai – a scuola la Storia non si studia più, in famiglia si sono persi il tempo e la voglia per le “grandi narrazioni”. Con questo, non intendo un nostalgico camminare voltati indietro, ma una presa di coscienza frutto di uno spessore culturale (passato-presente-futuro) che la superficialità contemporanea tende a cancellare. Così si dimentica e si rischia di ripercorrere gli errori del passato».

Questa è la rassegna santhiatese dedicata alla Memoria voluta dall’Amministrazione Comunale. C’ è lo sguardo del bambino, la paura dell’ adulto, la dignità della donna, la rassegnazione e la speranza: ci siamo Noi.

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