Il supervulcano della Valsesia

12 Aprile, Santhià, Biblioteca, ore 21,00

Straordinaria serata divulgativa con il gruppo di progetto condotto dal dott. Aldo Tocchio, che presenta la storia del supervulcano in Valsesia e Valsessera.

Tra la Valsesia e la Valsessera, nelle Alpi Occidentali, è stato scoperto un “super-vulcano fossile” unico nel suo genere. La notizia, di rilevanza mondiale, è stata diffusa nel 2009, dopo essere stata pubblicata dalla rivista internazionale Geology. Le  ricerche sono state condotte da Silvano Sinigoi, professore di Petrografia all’Università di Trieste, e da James Quick, prorettore della Southern Methodist University di Dallas. Il prof. Silvano Sinigoi studia la geologia del territorio valsesiano dal lontano 1979 e la collaborazione con il prof. James Quick risale agli anni ’80.
Si sapeva già da oltre un secolo che nella bassa Valsesia affioravano rocce vulcaniche, come da parecchio tempo si sapeva che nella zona di Balmuccia emergevano strati molto profondi della Terra (peridotiti di mantello) e che, complessivamente, le rocce che affiorano lungo la Valsesia tra Balmuccia e Gattinara costituiscono una sezione attraverso la crosta terrestre. La novità importante è  stata quella di dimostrare, grazie alle moderne tecniche geocronologiche, che le rocce magmatiche intruse in questa sezione crostale e le rocce vulcaniche affioranti tra Borgosesia e la pianura Padana appartenevano ad un unico sistema magmatico attivo tra 290 e 280 milioni di anni fa e ormai “fossile”.
Circa 60 milioni di anni fa, in seguito all’apertura dell’oceano Atlantico e la conseguente deriva del continente Africano, la collisione tra Africa ed Europa ha portato alla formazione delle Alpi e, in corrispondenza della Valsesia, ha ripiegato di 90° la sezione crostale, mettendo in luce le parti più profonde del sistema di alimentazione del vulcano. Grazie a questo “rovesciamento” della crosta terrestre è possibile oggi osservare direttamente ciò che in origine si trovava a 25 Kilometri di profondità. Si tratta di una struttura geologica ormai “fossile”, che espone parti tra le più nascoste e profonde del sistema magmatico sottostante il vulcano, in genere inaccessibili. Ciò permetterà agli studiosi di tutto il mondo, geologi e vulcanologi, di capire cosa succede realmente sotto un vulcano attivo.
Grazie all’evidenza delle strutture emerse lungo la Valsesia i ricercatori, avranno un modello completo per interpretare sia i profili geofisici che i processi magmatici che agiscono sotto le caldere attive, capire quali sono i processi fondamentali che influenzano le eruzioni, dove sono immagazzinate le enormi quantità di materiale lavico, e spiegare ancora meglio i collegamenti fra i movimenti delle placche tettoniche e le eruzioni vulcaniche.

La scoperta del “supervulcano fossile” ha dato praticamente l’avvio in Valsesia ad una fase che è quella della divulgazione e della conoscenza dopo i quasi trent’anni di ricerche effettuati dal prof. Silvano Sinigoi ordinario di Petrografia dell’Università di Trieste e dal prof. James Quick, prorettore della Southern Methodist University di Dallas. Iniziatori della fase operativa – turistico/didattica – sono i rappresentanti di enti locali, istituzioni e associazioni che da subito si sono interessati e stanno sostenendo tutti gli interventi in vista anche dello sviluppo turistico del vasto comprensorio per il quale si desidera ottenere il riconoscimento di Geoparco dall’Unesco.
Fanno parte di questo gruppo operativo, collegati da un Protocollo d’intesa denominato “Progetto Supervulcano”,  la Società Valsesiana di Cultura, il CAI sezione di Varallo e sottosezione di Borgosesia, i Comuni di Borgosesia e di Varallo, la Confraternita degli ex-allievi del Liceo Scientifico “G. Ferrari” di Borgosesia e la Comunità Montana Valsesia, che ricopre il ruolo di capofila e coordinatore delle iniziative.

Una storia complessa
Attorno a 290 milioni di anni fa c’è stata una generale anomalia termica che ha interessato buona parte dell’Europa, causando la fusione parziale del mantello a profondità di svariate decine di chilometri.

Per saperne di più >>> www.supervulcano.it  e http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_settembre_22/supervulcano-speno_valsesia_2ae125aa-a783-11de-84dd-00144f02aabc.shtml

I testi citati sono per gentile concessione del sito www.supervulcano.

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