Documentario sul torrente Elvo

MARTEDI’ 26 OTTOBRE

Serata di forte impatto per quanto riguarda il territorio e la sua vita quella di apertura della stagione delle manifestazioni culturali organizzate dalla Compagnia dell’Armanàc, in collaborazione con la Biblioteca Civica e l’associazione di Volontari della Biblioteca, Vobis.

Si parlerà del torrente Elvo: 107 chilometri, dai 2300 metri del monte Mars alle risaie di Quinto e Collobiano, vicino a Vercelli. Come ogni corso d’acqua, l’Elvo è stato spettatore della vita intensa che intorno al suo alveo si è sviluppata nel corso dei secoli. Raccontare il corso dell’Elvo significa raccontare una porzione di territorio pedemontano dal duplice volto: il paesaggio cangiante tra le strette gole dell’Infernone e lo scorrere ampio scivolando sulle “tombe” del canale Cavour, i colori delle stagioni che si alternano, il canto alterno delle sue acque a volte impetuose, a volte ridotte a un filo. E la sua gente, con le attività, le tradizioni, i ricordi che hanno segnato l’infanzia e le tragedie, come quella dell’ultimo conflitto, o delle ripetute alluvioni, da quelli dei pescatori a quelli degli ex bambini, che si tuffavano nelle pozze più o meno limpide a Carisio o a Vettignè, dopo aver raggiunto le sue rive pedalando per qualche chilometro in lunghe file chiassose.

Con le bizzarre figure dei raccoglitori di sassi di silice da consegnare alle fonderie e quelle dei cercatori d’oro, trasformatisi oggi in sportivi che gareggiano a colpi di minuscoli pagliuzze luminescenti.

Tutto questo è l’Elvo e ben altro ancora in uno splendido documentario che l’appassionato Gino Accotto di Mongrando ha girato con infinita pazienza dalle fonti alla foce e che presenterà a Santhià, presso la Biblioteca Civica alle ore 21 di martedì 26 ottobre p.v.. A introdurre e condurre la serata è stato invitato Pier Emilio Calliera di San Damiano, pubblicista e grande esperto dell’archeologia e antropologia del territorio attraversato dall’Elvo, nonché appassionato della ricerca dell’oro. Ingresso gratuito.

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Cosa facciamo

La Compagnia dell'Armanàc si propone come piccolo laboratorio aperto di idee per la valorizzazione della cultura locale, del territorio santhiatese, vercellese, piemontese in genere. Non senza attenzione per gli spunti provenienti da "altre" culture, da "altre" conoscenze, convinti che l'incontro e lo scambio arricchiscono e contribuiscono alla pacificazione. E' così che organizziamo serate con proiezioni di documentari, mostre fotografiche, presentazioni di autori e di opere, eventi musicali, camminate in mezzo al paesaggio con visite a siti e luoghi di interesse antropologico. Realizziamo cortometraggi e in alcuni casi pubblichiamo libri. Crediamo nell'"estetica dell'etica" e per questo ci siamo iscritti a Libera, l'associazione di don Ciotti che si batte contro le mafie.