Tornanti e ritornelli

Martedì 9 novembre, Biblioteca Santhià. ore 21

Serata dedicata alle leggende raccontate e ascoltate intorno al Monte Rosa con proiezione di video, immagini, testimonianze. A cura del regista Giulio Pedretti e di Clara Cucchi. Da non perdere…

Gli autori ci presenteranno, attraverso collegamenti internet sul nuovo grande schermo della Biblioteca civica di Santhià, lo sviluppo del loro progetto di raccolta di storie e leggende sbocciate nei secoli intorno al massiccio del Rosa. Lo hanno realizzato attraverso laboratori di teatro e narrazione, musica e canto, disegni animati.

TORNANTI:

Curve a gomito per superare dislivelli, ma anche genti e storie che tornano.

Con TORNANTI andiamo alla ricerca delle radici delle comunità Walser all’ombra del Monte Rosa, cercando di comprendere cosa ha da dire a noi oggi tutto quell’indistinto ed oscuro universo che chiamiamo “i vecchi”.

Tentiamo un viaggio nell’immaginario di comunità dalle tradizioni antiche, un viaggio tra le leggende che, passando di bocca in bocca, sono diventate cultura viva e pulsante sulle pendici delle montagne.

Un viaggio di scambi e confronti, dove tutti si mettono in gioco, raccontando, raccontandosi e ascoltando per ri-conoscersi. E per percorrere il viaggio seguiremo sentieri a strapiombo, pieni di sorprese, di fantasia e di realtà, un sentiero straordinariamente complicato che, fuori da ogni folklore, ci chiede: chi sei? A che punto sei del cammino iniziato? Vedi ancora la strada?

Il progetto è ancora in corso, ma parte del materiale raccolto e sistemato in gradevoli cortometraggi (Pedretti è un valente regista) sarà messo a disposizione degli amici della Compagnia dell’Armanàc che saranno presenti alla serata.

Ecco una presentazione del progetto  raccontata dai loro autori:

Proviamo a stare un po’ assieme, proviamo una volta a raccontare noi, proviamo a raccontare senza piantare paletti di confine. Raccontiamoci leggende che sono di tutti, che qualcuno ha inventato molto tempo fa, per spiegare o per spaventare, storie inventate ma molto vere che rimbalzano come l’eco da una valle all’altra, storie che si spostano sui passi dei paesani, che cambiano di fuoco in fuoco, tramandate da voci antiche e ascoltate da orecchi attenti.

Storie di folletti operosi, cacciatori ribaldi, perfidi osti e incantevoli fate, storie di valanghe, santi e diavoli, streghe e morose, tutte le storie della Valle Perduta. Facciamo per un giorno come se fossimo la.

Tutti attorno allo stesso fuoco. Proviamo a partire da li.

Abbiamo ascoltato e trascritto leggende di Gressoney, di Alagna, di Formazza e di Macugnaga, storie che si raccontano in ogni valle e che formano una sola storia, che possiamo raccontare un pezzo per uno.

Comincio io.

Nella Valle Perduta, i prati erano tutti al sole e in piano, la neve cadeva al giusto tempo e al giusto tempo andava via, le patate crescevano a grappoli e la gente era felice e appagata.

Finché arrivò una notte più lunga delle altre, i fuochi alimentati alla sera si spensero e non restarono che le braci e al mattino le case erano gelide; quella notte la gente perse la parola, perse tutte le parole, e tutti diventarono muti e sordi…ma non se ne accorsero subito, andarono avanti per anni domandandosi perché non riuscivano più a capirsi ma anche questa domanda era difficile da fare senza le parole.

Allora a qualcuno venne in mente che si poteva provare disegnando, e disegnò una montagna e sulla montagna una sagoma, non proprio una persona, una forma sottile e trasparente che non si capiva bene, la figura di un anima con un braccio alzato e un dito acceso come una piccola candela.

L’anima saliva verso il ghiacciaio e dalle altre valli ne salivano altre….

Proviamo, possiamo farlo in molti modi.

Tornano i “ritrovatori” della cultura valsesiana con la loro professionalità a offrirci una serata di intense suggestioni ricavate da un progetto su internet molto coinvolgente (www.tornantieritornelli.com) .

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La Compagnia dell'Armanàc si propone come piccolo laboratorio aperto di idee per la valorizzazione della cultura locale, del territorio santhiatese, vercellese, piemontese in genere. Non senza attenzione per gli spunti provenienti da "altre" culture, da "altre" conoscenze, convinti che l'incontro e lo scambio arricchiscono e contribuiscono alla pacificazione. E' così che organizziamo serate con proiezioni di documentari, mostre fotografiche, presentazioni di autori e di opere, eventi musicali, camminate in mezzo al paesaggio con visite a siti e luoghi di interesse antropologico. Realizziamo cortometraggi e in alcuni casi pubblichiamo libri. Crediamo nell'"estetica dell'etica" e per questo ci siamo iscritti a Libera, l'associazione di don Ciotti che si batte contro le mafie.