Dimissioni

Commiato del presidente della Compagnia dell’Armanàc

Carissimi Soci e Amici, a seguito dell’esito delle recenti consultazioni elettorali, è doveroso da parte mia rassegnare le dimissioni da presidente di questa bella associazione, nata quasi per caso, su mia iniziativa, circa sette anni fa. Sussiste infatti la condizione di  incompatibilità, in quanto l’associazione riceve e potrebbe ricevere contributi pubblici, che è bene non siano influenzati dalla sovrapposizione delle cariche.

E’ giusto d’altra parte che vi sia una rotazione degli incarichi e sono certo che lascio l’associazionenelle mani di un Consiglio e di un nuovo Presidente qualificati e  motivati a proseguire con crescente successo il cammino intrapreso.

Da parte mia continuerò a prestare la mia opera come semplice socio e volontario, ma allargando anche gli orizzonti, nella veste di membro della nuova Amministrazione comunale santhiatese, per  sostenere anche le altre realtà associative vive e rilevanti della nostra comunità, continuando lo spirito della Compagnia dell’Armanàc, sempre aperta a tutte le collaborazioni, senza distinzione di colore politico e senza essere gelosa dei propri interessi particolari. Credo, infatti, che la cultura non sia incapace di produrre valore e occupazione, come molti purtroppo continuano a credere, nell’errata convinzione che si tratti di un surplus del quale si potrebbe anche fare a meno.

La cultura non è solo ciò che si studia sui banchi di scuola o  che giace nascosta nei libri che pochi oggi amano leggere, ma rappresenta l’espressione di noi stessi, del nostro territorio, della nostra identità. E’ un insieme complesso di significati che nasce dalle relazioni sociali e dall’attività umana.

Amare la cultura significa amare noi stessi e far crescere la componente umanistica che sola potrà salvarci dalle tentazioni di svariate presunzioni, nemiche dell’uomo e della sua dignità.

Buon proseguimento cara Compagnia dell’Armanàc!

Luigi Zai

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Pier Emilio Calliera
    mag 22, 2011 @ 22:47

    Averne di amministratori pubblici come te…
    Adesso inizi una nuova esperienza, sei sulla buona strada, buon cammino caro Luigi, pier.

  2. Carlo
    mag 23, 2011 @ 14:06

    Non credo all’incompatibilità quando si lavora per una parte della società si fa il bene di tutto il sistema. Spesso si punta il dito sul conflitto di interessi ma non si deve distruggere ( o non costruire qualcosa) solo perchè chi lo propone può averne un vantaggio insieme a tutti gli altri. Il canale Cavour l’ha proposto e finanziato il Camillo omonimo perchè aveva bisogno di acqua per la sua tenuta di Leri. Poi tutti ne hanno avuto dei vantaggi. Resta con animo tranquillo: possiamo anche fare a meno dei contributi comunali!

    Ciao, Carlo

Cosa facciamo

La Compagnia dell'Armanàc si propone come piccolo laboratorio aperto di idee per la valorizzazione della cultura locale, del territorio santhiatese, vercellese, piemontese in genere. Non senza attenzione per gli spunti provenienti da "altre" culture, da "altre" conoscenze, convinti che l'incontro e lo scambio arricchiscono e contribuiscono alla pacificazione. E' così che organizziamo serate con proiezioni di documentari, mostre fotografiche, presentazioni di autori e di opere, eventi musicali, camminate in mezzo al paesaggio con visite a siti e luoghi di interesse antropologico. Realizziamo cortometraggi e in alcuni casi pubblichiamo libri. Crediamo nell'"estetica dell'etica" e per questo ci siamo iscritti a Libera, l'associazione di don Ciotti che si batte contro le mafie.