Correre i deserti

Santhià, martedì 26 marzo, Biblioteca Civica, ore 21

Appuntamento d’eccezione: esperienze sportive estreme e intense sul piano umano

I protagonisti sono i tortonesi Katia Figini e Checco Galanzino, imprenditore di una nota impresa di trasformazione ecosostenibile dei rifiuti organici sita in territorio santhiatese.

Eccezionale la loro esperienza. Katia, in meno di un anno ha corso in 5 deserti per dire “No alla Violenza sulle Donne.” Il progetto, dal nome RUN FOR WOMEN, si è concluso con un record mondiale quale prima donna ad aver corso in meno di un anno quasi 1000 km in 5 continenti. Katia, dal 2010, è impegnata a portare avanti la sua battaglia per dimostrare che ciò che appare impossibile può diventare possibile: basta crederci. Trentasette anni, qualche tempo fa ha abbandonato un buon impiego a Milano, presso la casa editrice della famosa Smemoranda, per lanciarsi in una impresa che abbraccia tutto il mondo, occupando le pagine di diverse testate che hanno raccontato la sua vicenda, dal Corriere della Sera a Donna Moderna, da Repubblica a Il Messaggero a l’Avvenire, e televisioni come Rai Sport e Canale5. Ora vive organizzando viaggi “di corsa” e documentari girati da lei stessa, sempre in bilico nell’ambito di una esistenza contrassegnata dall’incertezza e dal coraggio di affrontarla. In questi anni è nata una piacevole collaborazione con gli amici di Icarus, – rivela Katia – un magazine Tv diffuso da Sky Sport, e con Action Magazine, un sito che affronta lo sport a 360°, condividendolo con tutti gli utenti del web sportivo, ogni giorno sempre più numerosi.

Checco Galanzino corre nei deserti con Greenpeace per sostenere il nostro pianeta. E’ stato il primo uomo a concludere nell’arco di soli otto mesi tutte le gare che compongono il “Grande Slam dei 4 deserti”, ovvero il concatenamento delle quattro competizioni di corsa a piedi nei luoghi più estremi e diversi della Terra (Sahara, Atacama, Gobi e Antartide) 250 km in completa autosufficienza, per ogni gara, per un totale di 1000 km di corsa.

Il progetto, battezzato “il Milione di passi” e sostenuto da Greenpeace, vede Checco Galanzino portare un messaggio di allarme sui rischi dovuti alla desertificazione che il pianeta sta subendo.

Attraversare i posti più sperduti del Mondo di corsa, a piedi ed in competizione contro altri Uomini, nutrire la mia Anima con quel che vedo e la mia ricchezza con la conoscenza delle Persone che incontro: questo è il mio sogno”, dichiara Galanzino.

Ed il sogno, grazie al cielo, non finisce mai, si nutre di se stesso e l’asticella viene sempre spostata in avanti, in una corsa che può diventare infinita.

Ecco che, dopo aver cominciato a muovere i primi passi in questa dimensione con il Deserto Tunisino, mi sono trovato nel Canyon del Verdon, ho, poi, goduto della sabbia della Mauritania, ho consumato un altro paio di scarpe sui sassi del Marocco e mi sono trovato con i Tuareg del Tenerè in Niger. A Maggio 2006 ho, poi, iniziato il viaggio che ho chiamato “Il Milione di passi” e che mi ha portato, unico, fortunato uomo al Mondo, ad attraversare, in meno di un anno le steppe del Gobi in Cina, i laghi salati di Atacama in Cile, le Dune e le Piramidi egiziane ed i ghiacci del Polo Nord.

Sulle orme di Marco Polo, sono partito, in Agosto 2007, per percorrere la parte occidentale della Via della Seta. Sono 420 km che mi hanno portato dal Kirghizistan all’Iran attraversando Tajikistan, Ouzbekistan e Turkmenistan…”

A Novembre 2007 ha fatto the last Desert in Antartide, una folle corsa tra pinguini e iceberg.

Questa gara lo ha portato a vincere il Trofeo Mondiale dei 4 Deserti.

Ora Katia e Checco stanno lavorando al prossimo sogno del 2013, la “Grand to Grand Ultra” una gara unica, la prima e la sola in autosufficienza a tappe nel nord America. Unica perché il nastro di partenza è nella parte nord del Grand Canyon (una delle sette meraviglie del mondo) in un contesto dal paesaggio mozzafiato e suggestivo. Il percorso è estremamente variegato e porterà ad attraversare dune del deserto, canyon stretti e alti, rocce rosse, altipiani, foreste e, ancora, dune di corallo rosa, e addirittura guadare un affluente del fiume Virgin. Un’esperienza incredibile nella parte più remota dell’America, sulle terre delle tribù Navajo degli indiani d’America. In queste terre dove l’oro di Montezuma si dice sepolto, si osserva una natura selvaggia ed incontaminata dove non mancano le pecore dalle grossa corna, il grande condor dell’America del nord, cervi, cactus giganti e tanta bella gente con la stessa passione proveniente da tutto il mondo. E’ prevista una grande festa a Las Vegas e una bellissima cerimonia di premiazione. Alla gara sono ammessi solo 10 partecipanti per l’Italia (per iscrizioni  o approfondimenti www.grand2grand.com/it/).

L’assessore alla Cultura di Santhià, Luigi Zai, ha inseguito i due (e sul piano digitale è stato più veloce di loro) per non farseli sfuggire e presentarli alla Biblioteca di Santhià. “Mi piacerebbe fare il pieno la sera del 26 marzo – confessa Zai – perchè si tratta di un appuntamento davvero eccezionale durante il quale avremo la possibilità di vedere immagini spettacolari, di ascoltare racconti di esperienze spinte al limite e di sensibilizzarci su argomenti rilevanti che riguardano il nostro vivere civile: la difesa delle donne dalla crescente violenza maschile e la difesa del pianeta dalla violenza degli incoscienti”.

L’attività sportiva dei due protagonisti si svolge nell’ambito di PerCorsi, una struttura che rappresenta in Italia le gare più belle nel mondo. Si occupa di offrire a tutti gare sicure, ben organizzate e divertenti, allenamenti compresi, secondo un preciso calendario che è possibile consultare sul sito www.xcorsi.eu .

Siamo amanti del trail running – dichiarano – e, dopo aver vissuto diverse avventure in giro per il mondo, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante condividere questa passione, mettendo al servizio di tutti la nostra esperienza.”

E’ nata così l’idea di PerCorsi, la cui mission è insegnare, aiutare e dare consigli per raggiungere l’obiettivo prefissato attraverso un percorso (appunto) vincente e utile al proprio benessere psicofisico.

E non si tratta solo di corsa! Alcune gare sono organizzate per parteciparvi anche in mountain bike o facendo trekking, per vivere una nuova esperienza sportiva in totale sicurezza.

Tutti i consigli e gli insegnamenti che vengono dati sono frutto di esperienze positive, ma anche negative, vissute in prima persona. In poche parole, questo è il loro motto: “Sappiamo quello che diciamo perché l’abbiamo fantasticamente, o tragicamente, vissuto al 100%!”

Ora tengo una rubrica con entrambi scrivendo articoli delle mie avventure, ma sono anche un personal trainer certificato ISSA, mi occupo di creare piani di allenamento in base all’obiettivo del cliente dopo opportuni test. Sono istruttorice di Pilates, una disciplina molto importante anche per migliorare la propria corsa e per prevenire gli infortuni. Insieme a Checco Galanzino ho fondato l’associazione sportiva Azalai che fa a capo alla struttura PerCorsi, dove sono referente italiana di tantissime gare nei deserti.”

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